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Giovedì, 10 Aprile 2014 14:57

Adunanza plenaria: il Consiglio di Stato sulle clausole di esclusione nelle gare pubbliche

A seguito dell' Adunanza Plenaria 9/2014, il Consiglio di Stato si è pronunciato in materia di clausole di esclusione dalle gare pubbliche. Come noto, a seguito del D.L. n. 70/2011, il Codice dei contratti pubblici è stato arricchito, all'art. 46, di un nuovo comma 1bis, il quale stabilisce il principio di tassatività delle cause di esclusione presenti nei bandi.

Tale norma, ha chiarito la Plenaria, non ha -come pure alcuni avevano sostenuto- valore interpretativo autentico, bensì innovativo e, di conseguenza, non avrà effetti retroattivi, applicandosi invece alle sole procedure avviate a seguito dell'entrata in vigore del d.l. del 2011.

Ciò posto, i giudici di Palazzo Spada hanno stabilito i rapporti tra le clausole che pongono adempimenti formali (valide nei limiti della loro conformità alle ipotesi di cui all'art. 46) e il cd. 'potere di soccorso istruttorio' della stazione appaltante. Quest'ultimo consiste nel potere del committente di procedere a regolarizzazioni di tipo formale, senza procedere -automaticamente- all'esclusione del partecipante dalla gara. Il suo fondamento, in materia di appalti pubblici, si ritrova nel medesimo art. 46, mentre, in via generale, si rinviene nell'art. 6, lett. b), L. 241/90.


Ad avviso della Plenaria, va preferita una lettura sostanzialmente restrittiva dell'istituto, onde per cui, dal momento che esso opera solo in relazione a dichiarazioni comunque esistenti e limitatamente ai requisiti soggettivi di partecipazione, non sarà consentita la produzione tardiva del documento mancante relativo all'offerta, laddove questo sia previsto a pena di esclusione dal codice dei contratti pubblici.