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Domenica, 16 Marzo 2014 17:47

Il foro del consumatore prevale su quello di residenza del professionista nell'azione di recupero del credito

La vicenda su cui è intervenuta una recente ordinanza della Cassazione (5703/2014, Sez. VI Civile) riguardava la più che frequente vicenda del cliente del professionista -nel caso de quo, un avvocato- il quale, dopo aver ricevuto la prestazione pattuita, si rifiutava di versare il corrispettivo.
Avviata azione per decreto ingiuntivo, l'avvocato procedente è stato opposto dalla controparte, la quale, tra gli argomenti avanzati, eccepiva l'incompetenza del Foro presso cui era stato avviato il procedimento monitorio -Tribunale di Napoli-, asserendo essere competente il Tribunale di Genova, Foro speciale del consumatore. A ciò, peraltro, l'avvocato replicava l'applicabilità della norma relativa ai procedimenti di accertamento dei crediti derivanti dalle prestazioni forensi, la quale fissa un altro Foro speciale, individuato nel luogo presso cui l'avvocato ha prestato la propria opera (D.lgs 150/2011, art. 14).
Sul punto si è infine pronunciata -dietro regolamento di competenza- la Suprema Corte la quale, dopo aver rilevato l'inapplicabilità del decreto legislativo invocato dal professionista, essendo questo entrato in vigore solo successivamente al deposito del ricorso, ha colto l'occasione per precisare come esso non indichi altro che un foro alternativo e, in quanto tale, assolutamente soccombente nel conflitto con la norma relativa al foro del consumatore, dotato -questo si- di natura inderogabile.