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Giovedì, 02 Maggio 2013 11:22

Pratica forense: il praticante abilitato non può patrocinare cause di lavoro

La Cassazione ha statuito, con sentenza 10102/2013, che il praticante avvocato, seppur dotato di titolo che lo abilita al patrocinio, non è comunque legittimato a presentare ricorso allorquando questo sia inerente a controversie di lavoro.
La Suprema Corte si è infatti richiamata all'art. 7, L. 479/1999, che pone i limiti entro cui il praticante abilitato può esercitare la sua attività: tra questi, appunto, figurano gli atti posti in essere dinanzi al Giudice del Lavoro, o in materia di previdenza.
Dunque, detto limite si aggiunge a quelli espressamente previsti dalla norma in sede civile, ossia le cause di valore non superiore a € 25'822.84, le cause relative alle azioni possessorie, ai rapporti di locazione e di comodato di immobili, che rientrino nella competenza del Giudice di Pace e del Giudice in composizione monocratica.